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Il Cloud? Permette alle aziende di velocizzare il processo di innovazione

Secondo uno studio di Oracle, il 90% delle aziende ritiene che il cloud permetta loro di innovare più rapidamente. Gli ostacoli che frenano l’adozione del cloud sono nla sicurezza dei dati (55%) e gli skill delle risorse umane (45%), ma anche timori di tipo operativo quali la gestione di molteplici architetture IT (60%), l’ampiezza della banda della rete (57%), la relazione con i fornitori IT (52%).

Image courtesy of Ppiboon at FreeDigitalPhotos.net
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Il Cloud Computing ha attraversato diverse fasi negli ultimi anni, passando da una prima fase in cui le preoccupazioni e la diffidenza delle aziende rappresentavano un freno importante all’adozione, ad una più recente e più matura in cui il concetto di Cloud e Saas è pienamente accettato e adottato in moltissime realtà. Come testimonia lo studio di Oracle condotto da IDG Connect, secondo cui oltre il 90% delle aziende ritiene che il cloud permetta loro di innovare più rapidamente.
Attualmente solo il 20% delle aziende dichiara di aver raggiunto la maturità dal punto di vista dell’adozione del private cloud, ma nei prossimi due anni le preoccupazioni riguardo la sicurezza, le competenze delle risorse umane e la standardizzazione IT avranno un minore impatto sulle decisioni dei manager, tant’è che la metà delle aziende (51%) avrà raggiunto la maturità cloud.

Perché le aziende decidono di passare al cloud? Il dato che emerge chiaro è la preferenza delle aziende per il private cloud più che per il public cloud (22%), mentre tra gli elementi che giustificano il passaggio al cloud vengono menzionati la necessità di avere un maggior ritorno sul business (21%), di passare ad un datacenter da modernizzare (21%), o alcuni hanno visto il cloud privato come approccio graduale per una più ampia successiva implementazione del cloud.

Lo studio evidenzia anche i fattori che, secondo le aziende intervistate, più di altri permettono di realizzare infrastrutture cloud private e ibride di successo: la standardizzazione IT (81%), il supporto dei principali responsabili delle decisioni aziendali (70%) e una governance forte per assicurare la gestione della sicurezza e del rispetto delle norme (65%).

Tra le diverse tipologie di private cloud, il Saas è quello considerato più importante per il business perchè permette di avere un immediato valore dal business (68%); seguono il Database as a Service (61%) che nei prossimi due anni, quando il private cloud sarà più maturo e complesso, raggiungerà una maggiore considerazione da parte delle aziende, e il Platform as a Service (57%).

Cosa frena l’adozione del cloud

Quali sono gli ostacoli che frenano l’adozione del cloud? Accanto ai tradizionali ostacoli, come la sicurezza dei dati (55%) e gli skill delle risorse umane (45%), vengono menzionati anche timori di tipo operativo quali la gestione di molteplici architetture IT (60%), l’ampiezza della banda della rete (57%), la relazione con i fornitori IT (52%).

Johan Doruiter, Senior Vice President of Systems, EMEA, di Oracle ha commentato: “Il cloud sta rapidamente raggiungendo la maturità e stiamo assistendo a un cambiamento nel modo in cui le imprese ne percepiscono i principali vantaggi e le barriere all’adozione. La sicurezza dei dati e l’affidabilità, che erano aree tradizionali di preoccupazione, stanno perdendo posizioni ed anzi vengono menzionate dalla maggior parte delle aziende tra i principali vantaggi che si possono trarre dall’adozione del cloud”.
“Queste preoccupazioni tradizionali sono state sostituite da preoccupazioni di tipo operativo, come la difficoltà di gestire più architetture IT e assicurarsi di avere sufficiente banda. Per le aziende che si stanno avvicinando alla maturità cloud è sempre più importante avere la capacità di monitorare e gestire in modo unificato e consolidato infrastrutture cloud pubbliche, private e ibride”.

Il report completo è disponibile qui.

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Nota: La ricerca è stata condotta tramite un’indagine online rivolta a 458 intervistati in EMEA (Bahrein, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Kuwait, Libano, Pesi Bassi, Norvegia, Qatar, Russia, Arabia Saudita, Sud Africa, Svezia, Svizzera, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito). Gli intervistati sono C-Level e decision makers in ambito IT all’interno di aziende con più di 250 dipendenti attive in diversi settori.

Giornalista pubblicista, per quattro anni si è occupato di CRM e di tematiche di Marketing sul magazine online CRM Magazine. Attualmente è Web Content Manager di CRM Web News - Profilo LinkedIn: http://www.linkedin.com/pub/matteo-giaccari/2b/5a3/53a

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