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Assistenti virtuali: i consumer sempre più propensi al loro utilizzo

Sempre più consumer preferiscono interagire con un assistente virtuale perché disponibile 24/7, e il 39% è stimolato dal fatto che in futuro sarà l’assistente virtuale ad anticipare bisogni, a dare suggerimenti o a compiere qualche azione.

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L’automazione e l’utilizzo di assistenti virtuali saranno sempre più pervasivi, tant’è che le organizzazioni appartenenti a quasi tutti i settori hanno incrementato gli investimenti in nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale per semplificare attività e processi, soprattutto nel customer service. Gartner prevede che entro il 2020 a livello globale saranno attivati circa 7 miliardi di personal device hanche in ambiti come lo shopping online, dove attualmente diverse aziende sfruttano l’AI per personalizzare l’esperienza di shopping  attraverso suggerimenti di articoli, assistenza nella ricerca di informazioni e idee per gli acquisti online.
I numeri relativi alla presenza dell’assistente nella quotidianità di clienti e aziende sono impressionanti: secondo l’infografica di AdWeek entro il 2021 nel mondo saranno presenti più assistenti virtuali che popolazione (circa 7.5 miliardi), mentre entro il 2020 saranno oltre 100 milioni i consumer che faranno acquisti attraverso la realtà aumentata.
Un quadro di sicuro interesse per le aziende, che già da tempo hanno orientato investimenti e processi verso l’automazione e l’AI, seguendo un trend che fonda le sue radici negli anni ‘80, con l’introduzione del primo algoritmo di apprendimento per reti neurali chiamato back-propagation
Quasi senza sorprese, a dominare la classifica degli assistenti virtuali più utilizzati c’è Google Assistant, a quota 23,3% entro il 2021, seguito da Bixby si Samsung (14,5%) e da Siri di Apple (13,1%).

Customer Service e Assistente Virtuale. I consumer saranno sempre più propensi ad utilizzare gli assistenti virtuali: circa il 62% infatti si sentirebbe a suo agio se a rispondere ad una sue richiesta fosse un’applicazione computer-based invece di una persona. E la motivazione è semplice: l’84% preferisce l’assistente virtuale perché disponibile 24/7, mentre il 68% lo preferisce perché ha meno pregiudizi o perché è possibile contattarlo più velocemente.
Inoltre il 39% è stimolato dal fatto che in futuro sarà l’assistente virtuale ad anticipare bisogni, a dare suggerimenti o a compiere qualche azione.

Quali saranno le opportunità per i brand. Gli assistenti virtuali rappresenteranno per i brand un’opportunità per migliorare la customer experience online e fidelizzare i clienti. Ma con alcune premesse alla base: secondo i dati riportati nell’infografica, infatti, circa l’80% dei consumer dichiara che l’assistente virtuale funziona meglio quando viene data una sola risposta ad una domanda o ad un comando, il 52% opterebbe per un assistente virtuale che li aiuti a trovare i prodotti giusti mentre sono in negozio, mentre al 67% piace l’idea di avere a disposizione un assistente virtuale a cui chiedere l’origine dei prodotti.

Giornalista pubblicista, Copywriter & Blogger, dal 2010 si occupa di tematiche riguardanti il CRM e il Marketing, prima su CRM Magazine, attualmente su CRM Web News. - Profilo LinkedIn: http://www.linkedin.com/pub/matteo-giaccari/2b/5a3/53a

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