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Social Media: brand reputation e brand awareness i motivi principali del loro utilizzo

L’86% delle aziende italiane è attiva sui social, principalmente per migliorare la brand reputation e la brand awareness, anche se persistono ostacoli e sfide legati al ROI, alle strategie e alle risorse.

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L’86% delle aziende italiane è attiva sui social, principalmente per migliorare la brand reputation e la brand awareness: lo conferma lo studio di Hootsuite “Barometro Hootsuite 2018” condotto a livello globale su un campione oltre 9000 aziende distribuite in oltre 19 Paesi, e attinte dal database Hootsuite, per sapere in che modo utilizzano i social, e conoscere più da vicino problematiche e sfide comuni alle imprese, sia in ambito B2B che B2C.

I Social più utilizzati dalle aziende

In linea con il trend globale, in Italia l’86% delle aziende ha una presenza social, e considera questi strumenti talmente importanti per la competitività da prevedere un incremento del loro utilizzo nei prossimi 12 mesi (70%). Alto anche il numero di piattaforme su cui sono attive: in media le aziende hanno almeno quattro profili social attivi (per l’esattezza, tra 4 e 10) e il 43% ne ha almeno uno (da 1 a 3).
Passando in rassegna le piattaforme più utilizzate, Facebook si conferma leader, un must per il 99% delle organizzazioni, seguono Instagram (77%), Twitter e LinkedIn (63%). In questa parte alta della classifica, il panorama italiano si discosta leggermente da quello europeo, se si pensa che  Twitter segna percentuali maggiori in Francia, Germania e Spagna, e addirittura guadagna il primo posto nel Regno Unito.
Poco più della metà delle aziende è presente su YouTube (56%), Messenger e Google+ sono a quota rispettivamente 38% e 37%, mentre Pinterest, social visual per eccellenza, si ferma al 20%. A sorpresa le aziende italiane hanno scoperto le potenzialità di WhatsApp, che, pur non essendo un Social, viene utilizzato dal 37% come strumento di comunicazione con i clienti.

Gli obiettivi principali: brand reputation e brand awareness

Per la maggior parte delle aziende, l’utilizzo dei social ha un duplice obiettivo: quello di migliorare la brand reputation (83%) e la brand awareness (74%), sottolineando come sia prioritario l’aspetto qualitativo della presenza del brand sui social.
Un altro obiettivo perseguito dal 63% degli intervistati è l’aumento delle conversioni e delle vendite, mentre per il 51% l’utilizzo dei social è finalizzato alla costruzione di una community forte.
C’è anche una percentuale di aziende che considera i social come strumenti a supporto di altri dipartimenti: customer service per il 37%, recruitment per il 23%.

Le risorse umane “Social”

Passando in rassegna l’aspetto “operativo”, il 34% delle aziende affida la responsabilità della gestione dei profili social ad una sola persona, il 31% a due risorse, il 18% a tre. La quasi totalità ha una gestione “in-house” delegata ad un solo team o dipartimento (78%), e solo l’11% si affida parzialmente ad un’agenzia esterna, mentre il 2% completamente.
Sebbene la gestione sia interna, il 43% delle aziende italiane non fornisce alcuna formazione ai propri dipendenti, mentre il 39% garantisce una formazione online, il 25% lo fa attraverso la partecipazione ad eventi, il 15% con la formazione in aula, e l’11% grazie al peer-to-peer.

Le sfide che attendono le aziende

Le percentuali richiamate fino a questo momento mostrano un sostanziale trend positivo, di forte consapevolezza delle potenzialità dei social, un quadro in cui le percentuali italiane sono fondamentalmente al passo con quelle degli altri Paesi. Eppure le stesse aziende evidenziano tre sfide legate ai social, tutte strettamente connesse tra di loro, che coinvolgono risorse, strategie e ROI.

  1. ROI. Forse l’ostacolo principale, un’attività, quella del calcolo del ROI, complessa per moltissime aziende: il 53% ha difficoltà nel capire e interpretare i dati, il 46% nel valutare l’efficacia del lavoro svolto e il 41% a legare gli obiettivi dei social agli obiettivi di business. Inoltre solo il 31% delle aziende italiane calcola il ROI dei social.
  2. Strategia. L’implementazione di una strategia social coerente e coordinata è il secondo ostacolo evidenziato dalle aziende intervistate: solo il 51% sviluppa una strategia globale per i social, e solo il 24% coordina più dipartimenti coinvolti.
  3. Risorse. La terza sfida scaturisce direttamente dalle lacune a livello strategico, e coinvolge le risorse, sia umane che strumentali: il 49% evidenzia la mancanza di budget, il 45% la mancanza di tempo e il 31% la mancanza di competenze. Mentre in Italia il budget rappresenta l’ostacolo maggiore, in Francia, Germania, Spagna e UK, al primo posto c’è la mancanza di tempo. Quello che, al contrario, accomuna un po’ tutti i Paesi presi come campione è la mancanza di competenze.

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L’86% delle aziende italiane è attiva sui social, principalmente per migliorare la brand reputation e la brand awareness, anche se persistono ostacoli e sfide legati al ROI, alle strategie e alle risorse.
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Matteo Giaccari
Giornalista pubblicista, Copywriter & Blogger, dal 2010 si occupa di tematiche riguardanti il CRM e il Marketing, prima su CRM Magazine, attualmente su CRM Web News. - Profilo LinkedIn: http://www.linkedin.com/pub/matteo-giaccari/2b/5a3/53a

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