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La privacy totale? Per americani e inglesi non esiste

Lo rivela Accenture in uno studio: l’80% pensa che nel mondo digitale la privacy non esista, il 49% non avrebbe problemi a vedere tracciati acquisti e abitudini in cambio di offerte e sconti.

Il consumatore digitale è ormai una realtà: gli utenti hanno necessità di essere sempre connessi, e il web e i dispositivi mobile sono diventati mezzi di comunicazione e informazione indispensabili. Contemporaneamente però gli stessi utenti si sono interrogati riguardo la privacy dei dati e gli strumenti che le aziende attuano per garantirla.
Lo studio di Accenture Interactive pone l’accento proprio sull’interazione tra customer experience, privacy e marketing, e mostra come in UK e USA l’80% degli intervistati dichiari che la privacy totale non esista, mentre solo 1 intervistato su 4 (25%) ritiene che i suoi dati siano ancora privati.

in UK e USA l’80% degli intervistati dichiari che la privacy totale non esista, mentre solo 1 intervistato su 4 (25%) ritiene che i suoi dati siano ancora privati.

Dati e customer experience
Ma gli utenti sono ben disposti a rinunciare alla privacy in cambio di un’ottima customer experience e una comunicazione mirata: il 49% degli intervistati infatti non avrebbe nulla in contrario al tracking di acquisti e abitudini se avesse in cambio offerte speciali. Lo stesso vale per gli SMS: quasi due terzi degli intervistati che fanno acquisti in un negozio, vorrebbero ricevere SMS promozionali da quel retailer. Segni chiari della direzione ormai istituzionalizzata che le aziende non possono non seguire: grazie al web, le aziende hanno a disposizione una grande quantità di dati, e i CMO possono rivolgersi alle nuove tecnologie e a nuove strategie in grado di analizzare i dati e creare un’esperienza in linea con i bisogni degli utenti. Non dovrebbe sorprendere quindi come il 35% degli intervistati ritenga un’eccellente customer experience come fattore che influenza l’acquisto di un prodotto/servizio.

il 49% degli intervistati infatti non avrebbe nulla in contrario al tracking di acquisti e abitudini se avesse in cambio offerte speciali.

Salvaguardare la privacy
Il fatto che gli utenti “scambino” i dati personali per una migliore customer exprience, non vuol dire che non considerino il problema privacy dei dati. Anzi: l’87% ritiene che i sistemi messi in atto dalle aziende non siano sufficienti a proteggere le informazioni personali, e il 64% è preoccupato del fatto che i siti web traccino i loro comportamenti d’acquisto. Inoltre il 70% dichiara che le aziende non sono chiare riguardo le modalità con cui trattano i dati degli utenti.

Come sottolinea Glen Hartman, global managing director di Digital Transformation for Accenture Interactive: “…le aziende devono bilanciare le esigenze di sicurezza e di privacy dei dati con il desiderio di garantire un’eccellente customer experience. E questo va oltre il marketing e le transazioni di acquisto. Le aziende devono abbracciare l’intera customer experience”.

Lo studio è stato condotto in UK e USA  da Coleman Parkes per conto di Accenture Interactive intervistando 2012 consumer a Marzo e Aprile 2014 di età compresa tra i 20 e 40 anni.

Per maggiori info e per scaricare l’infografica collegarsi sul sito web http://newsroom.accenture.com/news/eighty-percent-of-consumers-believe-total-data-privacy-no-longer-exists-accenture-survey-finds.htm

“Image courtesy of Stuart Miles / FreeDigitalPhotos.net”.

Giornalista pubblicista, Copywriter & Blogger, dal 2010 si occupa di tematiche riguardanti il CRM e il Marketing, prima su CRM Magazine, attualmente su CRM Web News. - Profilo LinkedIn: http://www.linkedin.com/pub/matteo-giaccari/2b/5a3/53a

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